Concordato con continuità aziendale

Riflessioni sul concordato con continuità dopo il D.L. 83/2015

Le recenti novità apportate dal D.L. 83/2015 hanno accentuato il favor del legislatore verso il concordato con continuità rispetto a quello liquidatorio, destinato con ogni probabilità ad un’auspicata abolizione, o comunque ad una diversa configurazione, rendendo necessaria, allo stesso tempo, una chiara definizione del concetto di continuità aziendale. L’Autore, dopo aver esaminato la disciplina speciale del concordato in continuità, si sofferma sulla riconducibilità dell’affitto di azienda all’ambito applicativo dell’art. 186-bis l. fall. e sull’impatto delle

Concordato in continuità: attività degli amministratori nel periodo interinale

Ho avuto incarico per l'attestazione di un concordato in continuità. Durante il periodo interinale gli amministratori hanno utilizzato la liquidità derivante dai crediti alla data di presentazione della domanda di concordato con riserva (quindi la liquidità concordataria) per finanziare il capitale circolante della continuità aziendale (fornitori, dipendenti, etc...) che sono stati pagati senza autorizzazioni del Tribunale. E' possibile tutto questo in quanto mi si dice che c'è un vuoto normativo sulla gestione del periodo interinale?

Le nuove proposte concorrenti: è configurabile un concordato con continuità aziendale del creditore competitor?

Non è dubbio che, in virtù della nuova disciplina delle proposte concorrenti di concordato preventivo (alternative rispetto a quella formulata dal debitore) introdotta con l’art. 3 del D.L. n. 83/2015, convertito dalla legge n. 132/2015, il creditore “competitor” possa formulare una proposta non solo per ottenere un vantaggio economico-speculativo che in ipotesi dovrebbe scaturire da una fruttuosa liquidazione dei beni del debitore (quando e se sia prospettabile un “surplus” di ristrutturazione), ma anche – e anzi, direi, soprattutto – quando intenda proseguire

La redazione della proposta nel concordato in continuità. Risvolti operativi

Il contenuto e i termini della proposta ai creditori nel concordato preventivo risulta diverso, a seconda che sia prevista la liquidazione dei beni oppure la continuità dell’impresa da parte del debitore. In questo secondo caso, infatti, la costruzione del piano presenta maggiori difficoltà, alla luce delle informazioni richieste e delle variabili insite nelle previsioni legate alla prosecuzione dell’attività.
L’Autore illustra le problematiche, evidenziano le informazioni richieste ai professionisti che collaborano con il debitore, e gli stress test necessari al fine di assicurare la necessaria attendibilità alle valutazioni.

Concordato c.d. misto: limiti di compatibilità con il concordato con continuità aziendale e liquidatorio

Nel concordato con continuità aziendale, il “piano può prevedere anche la liquidazione dei beni non funzionali all’esercizio dell’impresa”, ma è il debitore a dover procedere alla loro liquidazione ed al pagamento dei creditori in misura in ogni caso superiore a quella che potrebbe loro derivare dalla liquidazione dell’intero patrimonio della società, con la conseguenza che, anche per consentire all’attestatore di esprimersi in ordine alla funzionalità del piano...

La moratoria per il concordato in continuità: ambito di applicabilità e mancato riconoscimento del diritto al voto

Tra le norme che nell’intenzione del legislatore integrano un aiuto all'imprenditore in crisi, nel percorso verso una soluzione concordataria che garantisca la conservazione ed il risanamento dell'impresa, v’è  quella di cui all'art. 186-bis, comma 2, lett. c), l. fall., secondo cui il piano può "...prevedere, fermo quanto disposto dall'art. 160, comma 2, una moratoria sino ad un anno dall'omologazione per il pagamento dei creditori muniti di

Il concordato in continuità: proposte operative per un più efficace utilizzo dell’istituto

La recente introduzione della possibilità di strutturare la proposta concordataria attraverso la prosecuzione dell'attività d'impresa (art. 186 bis l. fall), ha concentrato dottrina e giurisprudenza in un ampio dibattito sull'istituto.
L'Autore, ossevando quali vantaggi e quali svantaggi possano derivare da una ristrutturazione debitoria mediante continuità aziendale, propone delle soluzioni operative idonee a rendere più proficuo per tutti i soggetti coinvolti il ricorso a tale tipologia di concordato.

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